Le origini
La Fiera di Messina è conosciuta come la Fiera, ancora esistente, più antica del mondo. Ha un’origine lontana nel tempo: il 1296 può essere considerato l’anno di nascita ufficiale; in quell’anno, infatti, Federico II di Svevia regolamentò l’istituzione della Fiera con una serie di leggi, che con debita traslazione storica possiamo riconoscere ancora oggi: le Generale Nudinae avevano durata di quindici giorni e vi potevano partecipare mercanti locali e stranieri. La Fiera, denominata del Santo Sepolcro, si teneva fuori le mura delle città, nelle vicinanze di un’omonima chiesetta normanna; tale area viene localizzata nel "piano" tra la parte nord di Porta Reale e la Chiesa di San Francesco Di Paola. In questa sede, e successivamente entro le mura delle città, lungo le banchine del porto, la Fiera raggiunse, nel XV secolo, il culmine della sua attività e della sua fama.
La rivolta anti-spagnola e l'Unità d'Italia
Con la decadenza seguita alla rivolta antispagnola della città del 1674-1678, la fiera stenta a decollare fino a quando, con l'Unità d'Italia, negli ultimi decenni del XIX secolo, l'apertura del canale di Suez riporta Messina al centro delle rotte mediterranee, segnando un momento felice anche per l'istituzione fieristica, paradigma di una città votata per natura e per posizione al commercio.
Il terremoto del 1908 e la rinascita
Ogni istituzione segue gli eventi della città e del luogo dove essa ha sede, così la Fiera non potè esimersi dalle disastrose conseguenze del terremoto avvenuto a Messina all’inizio del secolo.
Nel programma di ri-istituzionalizzazione della città , la Fiera diventa un’importante tessera della rinascita: ha un valore di rilancio economico di una terra terremotata, ma anche di quello di propaganda del regime fascista. Nel 1934 essa riprende la sua attività nei locali del Liceo Maurolico, vicino Piazza Duomo e negli spazi adiacenti non ancora edificati. Lo spazio a disposizione era di circa novemila metri quadrati: le aule vennero trasformate in stands espositivi, nel cortile vennero allestiti padiglioni, ed altre aree vicine vennero utilizzate per le esposizioni all’aperto. L’ingresso era segnato da un portale diviso in cinque settori: i tre centrali servivano per l’accesso, quelli laterali erano occupati da pannelli in marmo recanti frasi inneggianti il regime.
Il liceo classico "Giuseppe Maurolico"
1938: la nuova Fiera
Come per la ricostruzione dell’intera città, la data fatidica per la Fiera moderna, così come è giunta fino ai giorni nostri, fu la visita, il 10 agosto del 1937, dopo tre anni di attività, del Capo del Governo Benito Mussolini, alla IV edizione della fiera di Messina. In questa occasione Mussolini, secondo il programma di sviluppo autarchico, stabilì che la Fiera doveva divenir di più "ampia portata per l’inevitabile sviluppo del Paese".
Il luogo scelto per l’insediamento della nuova Fiera fu quello dello Chalet, l’ex Giardino a Mare, o Villa Umberto, ricco di vegetazione, gazebo, fontane, un laghetto, il palco della musica, panchine, semidistrutto dal terremoto e dopo trent’anni non ancora risistemato. Un luogo particolarmente bello ed eccezionalmente panoramico: lo stesso luogo indicato quasi settecento anni prima da Federico II per l’insediamento della Fiera del Santo Sepolcro. La Fiera, dal regime fascista, venne considerata un’occasione per dimostrare la capacità autarchica della Sicilia (era l’unica e rappresentava tutta l’isola) nel campo dell’artigianato, dell’agricoltura, dell’industrai e del commercio. Occasione di dimostrare una florida attività economica che sfrutta le risorse della terra. Occasione per sfruttare la sua centralità nel Mediterraneo, tra i nuovi possedimenti Africani ed il Nord-Europa. Occasione quindi di propaganda. L’8 Aprile del 1938 si pose la prima pietra della nuova Fiera, il 10 agosto si inaugurava. Il progetto, redatto in meno di otto mesi e realizzato in quattro mesi (desta sempre stupore il paragone con le modalità ed i tempi dei giorni nostri, pur altamente tecnologici), è pensato come una corte aperta verso lo Stretto. Per avere un’idea dei pesi economici dei vari settori a questa V edizione del 1938 parteciparono, su 298 Espositori, 32 appartenenti all’agricoltura, 132 all’artigianato, 85 all’industria e 48 al commercio.
Il dopo-guerra ed i fiorenti anni '50
Durante il secondo conflitto mondiale la Fiera viene ripetutamente bombardata, subito dopo diventa deposito di materiale bellico danneggiato. A metà giugno del 1946 si termina lo sgombero, ed in soli due mesi si riesce a ricostruire la Fiera ed a riaprire, il 10 agosto, la VII edizione. Nel frattempo la Fiera è diventata Ente Autonomo e vede vede gli interventi decisivi di importanti architetti italiani come Filippo Rovigo e Vincenzo Pantano. La Campionaria Internazionale diventa un appuntamento imperdibile ed una vetrina privilegiata per le aziende italiane. Al suo interno nasce anche quella che oggi è uno degli appuntamenti mondiali del cinema: la Rassegna Internazionale del Cinema (nel 1993 trasferita definitivamente a Taormina) con la partecipazione di personaggi del calibro di Roberto Rossellini, Federico Fellini, Ingrid Bergman, Sofia Loren...
Problemi e volontà di rilancio: la Fiera oggi
Negli ultimi decenni la Fiera Internazionale di Messina ha attreversato un periodo di progressiva crisi dal punto di vista programmatico e, conseguentemente, dal punto di vista economico, concentrando la propria attività soltanto nella grande campionaria di agosto. Quest'ultima si è via via svuotata di quei contenuti d'avanguardia che l'hanno sempre carattericcata diventando alla fine degli anni '80 una sorta di inconcludente fiera-mercato. E' dalla seconda metà degli anni '90 che l'Ente Fiera ha intrapreso un tortuoso progetto di "destagionalizzazione" delle manifestazioni, non più limitate alla sola campionaria internazionale, dando vita a tutta una serie di interessanti manifestazioni tematiche. La Fiera è oggi un Ente pubblico economico che, svolgendo un calendario articolato di mostre specializzate, ha raggiunto completa autonomia operativa e si pone l'obiettivo di diventare una forte "struttura che produce servizi per il territorio, con i necessari criteri di economia aziendale".
Ecco allora alcune immagini delle manifestazioni svoltesi negli ultimi tempi...
Buono, Pulito & Giusto - Mostra mercato dei prodotti agroalimentari di eccellenza Siciliana - 31 marzo/1 aprile 2007
VIVA - 4^ Expo del florovivaismo mediterraneo - 23/24/25 febbraio 2007
Artinfiera - 2^ Mostra mercato dell’artigianato siciliano - febbraio 2006
Vetrina della Sposa - Salone dell’abito da sposa e per la cerimonia - 22/23/24/25 febbraio 2007
68^ Campionaria Internazionale - agosto 2007
La campionaria internazionale è certamente l'evento che richiama il maggior numero di visitatori: quest'anno i paganti sono stati circa 120'000. Tra le tante cose esposte in una sorta di "grande bazar nazional-popolare" spiccavano secondo me la moto ufficiale di Valentino Rossi, la Coppa dei Campioni vinta dal Milan nel 2007 ed esposta nello stand del "Caffè Barbera", ed i progetti istituzionali dell'Autorithy Portuale e dell'IACP. Su tutti si segnalava il padiglione del Teatro Vittorio Emanule con l'esposizione di antichi abiti di scena e la ricostruzione delle più belle scenografie utilizzate negli ultimi anni.
Conclusioni
Nonostante la Fiera di Messina si sia certamente evoluta negli ultimissimi anni, resta evidente il gap operativo con altri enti affermati. Non tanto dal punto di vista programmatico, ma sopratututto dal punto di vista logistico-infrastrutturale. Gli attuali padiglioni fieristici necessitano secondo me di una profonda ristrutturazione e di una rimodulazione degli spazi per mantenere un minimo di competitività nello scenario nazionale, ponendo dunque le basi per eventi sempre di maggior rilievo. Un'idea che è stata più volte ribadita è quella di trasferire la Fiera nelle ex aree delle industrie Sanderson, alla periferia sud della città, dotandola di parcheggi e di quella viabilità che ad oggi manca. Secondo il mio parere invece è proprio sfruttrando la peculiarità dell'attuale location, una magnifica terrazza sullo Stretto, che l'Ente può giocare le proprie carte vincenti sulla strada del rilancio (lasciando le aree-Sanderson ad altre possibli iniziative). Il progetto che immagino, e che l'Autorità Portuale ha steso nel piano regolatore del porto, si basa su una cittadella fieristica aperta tutto l'anno, riprendendo il vecchio concetto di "corte sul mare". Allacciandosi, dapprima al lungomare in procinto di essere realizzato al Ringo ed in seguito, una volta scaduti i permessi di attracco dei traghetti privati, al porto turistico che nascerà nella rada S. Francesco al posto degli attuali imbarcaderi. Senza scordare che la presenza del tram, dei grandi parcheggi Annunziata Est ed Ovest, oltre al recupero delle aree attigue all'ex-gazometro di viale della Libertà possono garantire parcheggi e viabilità adeguati alle esigenze di una moderna Fiera.
Sempre sulla strada del rilancio si inserisce la partnership stipulata con l'Ente Fiera di Palermo attraverso la costituzione di Fiere di Sicilia S.C.a.R.L., ovvero Società Consortile a Responsabilità Limitata. Pertanto... "in un mercato nazionale, ma sopratutto internazionale sempre più competitivo, lo scopo di questa nuova società è quello di favorire lo sviluppo produttivo dell'intera Regione, ed in particolare di aiutare le imprese produttrici locali nel difficile compito di aprire nuovi mercati, valorizzando i prodotti relativi al settore agricolo, artigiano, industriale, commerciale e turistico della Regione Sicilia, favorendone la promozione e la commercializzazione".
Spero che il tutto sia di vosto gradimento...










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